Programma di Stella e Corona

Manifesto Programmatico di Stella e Corona

Premessa

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I Monarchici di Stella e Corona considerano la liberazione dei Popoli dell'Est dalla dittatura un avvenimento storico fondamentale, che ha dato inizio ad una nuova era per l'umanità.
Questo fatto storico ha messo in moto un meccanismo molto complesso e lo stesso modo di pensare la modernità ed è, quindi, necessario ripensare la nostra società, coronandola di speranza, progettando la Monarchia futura, come possibile scelta di popolo, a completamento di un vasto programma di innovamento sociale.

In questo senso i monarchici di Stella e Corona vogliono contribuire a costruire la nuova Italia, fedeli ai loro valori, che possono coesistere anche in una società repubblicana, nell'ambito di uno Stato finalmente pacificato.

L'Europa, con le sue monarchie, accanto alle repubbliche, ci insegna proprio questo. Il problema dell'ora presente, è quello di mantenere viva, nel dibattito culturale e politico del Paese, una questione monarchica.

Per fare ciò è indispensabile uno strumento politico che permetta l'elezione di monarchici a viso aperto (secondo una bella definizione data da Re Umberto II agli uomini di Stella e Corona).

Scendere in campo con un programma politico che sappia aggregare interessi diversi intorno al nostro simbolo non significa costituire il partito del Re.
Il Re non ha partito. Per sua natura è al di sopra delle parti, anche di un Partito monarchico.

Significa affermare, nella Società, quei valori tradizionali ed il principio di legittimità, che dovrebbe sempre informare la legge, i codici, le costituzioni, di qualunque società, in qualunque epoca, a qualunque livello, finanche in sede amministrativa.

Il progetto politico di Stella e Corona deve essere quello di far capire che lo Stato non può essere considerato come il frutto di un contratto sociale o la fonte di valori etici, bensì la naturale prosecuzione delle Famiglie, dei Comuni, delle Comunità di lavoro , per far riscoprire riscoprire il vero senso delle autonomie, ricchezza e patrimonio comune di tutti, in una società che veda la legittima Autorità in alto, garante delle molte libertà in basso.
Opporre la concreta unità di popolo all'astratta unità della Nazione, la Patria allo Stato degli esattori e dei burocrati, la lealtà ed il coraggio delle idee alle ipocrisie degli astrattismi ideologici e dei ribaltoni. Snellire e sburocratizzare, pertanto, gli apparati.

AGRICOLTURA

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L'agricoltura, compresi l'allevamento del bestiame e la produzione del latte, sono penalizzati in Italia a causa della mancata tutela da parte dei vari governi e dei pesanti costi di gestione.

E' assolutamente necessaria una decisa azione del competente ministero, in sede comunitaria, per dare ai prodotti italiani maggior protezione.

Occorre anche l'attuazione di misure dirette a ridurre i costi di lavorazione e, conseguentemente, a rendere competitivi i nostri prodotti, rispetto a quelli degli altri Paesi dell'Unione Europea.

BIOTECNOLOGIE

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L'attaccamento al suolo che ogni giorno calpestiamo ed il rispetto della natura, per Stella e Corona, ha un solo nome: identità della Patria.

Per questo siamo contrari agli impersonali mercanti della materia vivente che, in nome degli affari, confondono bandiera e tradizioni.

Noi siamo per salvaguardare la dignità della persona umana e rispettare gli equilibri naturali.

CONDIZIONE FEMMINILE

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Stella e Corona intende battersi per una effettiva, non solo a parole, uguaglianza dei diritti di uomini e donne in tutti i campi, e ne assume impegno.

DIFENDI LA NATURA

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Contro un ambientalismo, inteso come una nuova religione panteista e neopagana, rappresentata da esaltati salutisti, occorre recuperare, nella difesa dell'ambiente, il senso della tradizione: rispetto per ciò che ci è stato trasmesso dalle generazioni che ci hanno preceduto.

Difendere il Creato per difendere l'uomo, contro ogni forma di strumentalizzazione politica di un ambientalismo usato solo per porre vincoli alla proprietà ed allâ iniziativa privata, talmente esasperati da poter essere rispettati, o, talvolta, impunemente violati solo dalla grande industria e dalle multinazionali.

Attuare una seria politica di sviluppo compatibile, nel senso che ogni affermazione di progresso deve tener conto dell'ambiente: difendere il Creato, per salvaguardare la vita dell'uomo, nella considerazione che il mondo intero appartiene a Dio e non può essere profanato.

Riportare il verde nelle grandi città: piantare faggi contro l'inquinamento, per aumentare i metri quadrati di verde per abitante (in Italia abbiamo una media di 3,7 metri quadri contro i 70 di Londra, i 90 di Vienna, i 100 di Stoccolma).

Ciò sarà possibile attraverso la progettazione di piani urbanistici che permettano di collegare tra loro tutti i polmoni verdi di ogni città, con percorsi pedonali e ciclabili.

Concentrare aiuole e giardini.
Recuperare i cortili, le aree dismesse, le fascie di rispetto FF.SS., le aiuole degli svincoli autostradali. Attuare veri e propri interventi di forestazione urbana.
Per la realizzazione: incentivare gli interventi dei privati come sponsor delle nuove aree verdi e come volontari per la manutenzione.

Occorre porre in essere una lotta all'inquinamento da rumore.

Alla luce della coesistenza tra abitanti ed attività industriali, stabilire, con legge, che ogni superficie industriale (capannoni, magazzini, uffici, spazi espositori) allestisca sul tetto o ai confini dell'area giardini pensili e barriere verdi.

Incentivi ai Comuni per l'utilizzo di energie eco-compatibili. Incentivare negli Enti Locali il recupero e riciclaggio dei materiali di rifiuto. Le percentuali raggiunte, in tale settore, dai singoli Comuni dovranno essere parametro per lo Stato, nellâ assegnazione delle risorse annuali.

DIFESA

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La nostra Patria è posta in una posizione altamente strategica nel bacino del Mediterraneo.
Le nostre FF.AA. sono ammirate per le elevate doti morali e di spiccata umanità, unita alla rara efficienza con cui portano a termine i compiti di pace assegnati, nonostante le spesso enormi carenze logistiche ed economiche, di cui da tempo soffrono l'Esercito, la Marina Militare e l'Aeronautica Militare.

La storica posizione dell'Italia sia nellà organizzazione Atlantica sia in Europa rende indispensabile una nuova considerazione delle FF.AA., non più viste come mero strumento di difesa del territorio metropolitano, ma come moderna forza di proiezione degli interessi nazionali e come concreto contributo alla stabilità mondiale.

Per assurgere a questo nuovo ruolo le FF.AA. Italiane necessitano di una profonda ristrutturazione sia nei mezzi che nelle dotazioni e nella logistica, che non può prescindere dall'adeguamento della spesa militare agli standards minimi delle altre Nazioni europee e della N.A.T.O.

La scelta di eliminare la leva in favore della professione militare deve essere supportata da una equipollenza delle carriere dei soldati in servizio permanente a quelle delle forze di polizia; inoltre i quadri dovranno vedere riconosciuta la loro professionalità con la possibilità di accedere, su richiesta o allo scadere della ferma minima, alle cariche equipollenti della amministrazione statale.

Esercito

L'Esercito italiano è chiamato sempre più spesso a
collaborare in operazioni di pace all'estero. Per questo motivo devono essere adeguate agli standard delle altre Nazioni la mobilità (potenziando la dotazione di mezzi terrestri moderni, sia cingolati che ruotati) e le dotazioni individuali.

I mezzi aerei e gli elicotteri devono essere ammodernati e messi in condizione, sia dal punto di vista tecnico che logistico, di fornire adeguato supporto alle forze terrestri in ogni condizione geografica e climatica.
Grande attenzione dovrà essere posta nell'adeguamento culturale del soldato italiano, sia dal punto di vista della conoscenza delle lingue che della conoscenza della legislazione internazionale.

Le forze speciali (Folgore, San Marco, Alpini, Lagunari, ecc.) dovranno essere potenziate sia dal punto di vista numerico che da quello delle dotazioni, mantenendo al contempo gli elevatissimi standard di selezione e preparazione che le hanno caratterizzate sinora.

Marina Militare

Per la nostra Marina Militare si rende pressoché obbligatorio, per la sua stessa sopravvivenza, un urgente programma di rinnovamento del naviglio,
sia d'altura che subacqueo. Il notevole successo e l'universale apprezzamento ottenuti nelle più recenti missioni all'estero suggeriscono di ampliare, sia in termini di uomini che di dotazioni la componente anfibia delle Forze Armate, aumentando il numero dei reggimenti ed il numero delle basi a loro disposizione.

Aeronautica Militare

L'Aeronautica Militare necessita di un profondo
rinnovamento, dovuto sia all'usura che all'invecchiamento dei mezzi attualmente in linea di volo.
La nuova minaccia del terrorismo mondiale suggerisce il potenziamento della capacità di sorveglianza e di difesa del nostro spazio aereo, tramite l'accrescimento e la rilocazione delle brigate aeree di caccia e di intercettazione, ma allo stesso tempo si deve incrementare la capacità di proiezione della forza armata, con il potenziamento e l'accrescimento delle brigate aeree di trasporto e l'acquisizione di nuovi aerei da carico.

La necessità di proiettare la nostra forza aerea in missione oltremare fa tornare d'attualità il progetto, a suo tempo abbandonato, di dotare anche l'Aeronautica Militare di un reparto di truppe aerotrasportate, con compiti di sicurezza e prevenzione negli aeroporti e nelle basi logistiche.

Guardia Costiera

La necessità di difendere le nostre coste dalle nuove minacce manifestatesi negli ultimi anni, suggerisce di elevare la Guardia Costiera al rango di Forza Armata, dotandola di statuto e regolamenti simili a quelli dell'Arma dei Carabinieri.

Carabinieri

L'Arma dei Carabinieri, in considerazione della fine della leva, deve essere potenziata nell'organico e ammodernata nei mezzi enelle dotazioni, soprattutto in quelli di alto valore tecnologico. Deve essere dato maggiore impulso alla costruzione di nuove caserme ed all'ammodernamento di quelle più antiche, al fine di aumentare la presenza sul territorio nazionale.

Associazioni D'arma

Le numerose Associazioni d'Arma presenti sul territorio svolgono un'importante funzione di cerniera tra i cittadini in armi e la popolazione civile.
Molti iscritti potranno svolgere un importante servizio alla comunità. A seguito dell'abolizione del Servizio di Leva è importante potenziare le Forze di Completamento e le Forze della riserva.
La Riserva nazionale, sull'esempio di altre Nazioni Europee e della N.A.T.O., deve diventare una componente operativa delle Forze Armate, permettendo ai militari in congedo delle varie armi di farne parte (a richiesta) e di partecipare a periodici richiami, per dotare l'Italia di una componente militare da utilizzare in alternativa o supporto alle Forze Armate in servizio permanente, o anche in caso di emergenze dovute a calamità naturali.

Non dobbiamo dimenticare possibili utilizzi per ordine pubblico, in caso di indisponibilità dei reparti in servizio permanente.
Le forze di completamento, invece, devono diventare un vero e proprio serbatoio da cui le FF.AA. potranno attingere personale specializzato per momentanee necessità e/o personale in congedo ma in grado, per capacità dimostrata e per esperienza di servizio, di sostituire il personale in servizio permanente, in caso di necessità.

DROGA

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Stella e Corona è convinta che la droga non si possa vincere con la droga. La soluzione di questo gravissimo problema non è liberare o legalizzare il consumo e lo spaccio delle droghe, neppure di quelle così dette leggere.

Chi è favorevole a tali politiche libertarie si inquadra in un ambito culturale liberal progressista tutto teso alla banalizzazione del male, atteggiamento, questo, che porta inevitabilmente alla depenalizzazione del crimine.

Le legislazioni permissive non hanno risolto il problema che deve essere combattuto sul piano culturale, attraverso idee forti da opporre ad una mentalità relativistica che è il vero crimine del nostro tempo, della quale i drogati sono vittime.

Stella e Corona ritiene che compito dello Stato non sia quello di distribuire la droga ma di impedirne con tutti i mezzi e con totale fermezza la diffusione.
La depenalizzazione scardinerebbe il principio fondamentale secondo cui non è lecito drogarsi.

FAMIGLIA

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Stella e Corona propone uno Stato fondato sulla sovranità e l'autonomia della famiglia che, oggi, non è più padrona, neppure in casa propria.

1) detassare la proprietà familiare;

2) sviluppare la politica della sussidiarietà, prevedendo incentivi per quei nuclei familiari che intendono accudire, nel loro interno, anche in forma associata, bambini ed anziani;

3) attuare una politica della vita , contro tutte quelle filosofie che ci hanno condotto alla concessione di sussidi per abortire e alla negazione di sgravi per i figli a carico;

4) regolamentare un rapporto effettivo tra istituzioni e rappresentanti della famiglia;

5) opposizione alla pornografia dilagante che uccide la famiglia e corrompe i giovani;

6) lotta ad ogni tentativo di equiparare alla famiglia (composta da un padre, una madre e figli) altre convivenze tra appartenenti allo stesso sesso (senza voler, con ciò, discriminare o perseguitare nessuno);

7) incentivare ed aiutare le piccole aziende a carattere familiare, ove la famiglia è soggetto attivo e proprietaria dei mezzi di produzione.
La famiglia deve essere messa nelle condizioni di recuperare il tradizionale potere fondato sulla proprietà, per riacquistare la propria identità e porsi, così, come soggetto, culturalmente ed economicamente forte, nella posizione di interlocutore dello Stato e delle realt locali;

8) mettere le famiglie nelle condizioni di poter scegliere a quali scuole mandare i propri figli e quale educazione riservare loro.

FISCO: MENO SPRECHI = MENO TASSE

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Il contribuente italiano lavora per lo Stato da gennaio ad agosto (8 mesi su 12). Chi deve consegnare oltre il 50% di ciò² che produce ad un padrone, smette di essere una persona libera e diventa uno schiavo.

Combattiamo sprechi, privilegi, burocrazia, persecuzione fiscale, modulistica incomprensibile, giungla retributiva, legislazione contraddittoria, carrozzoni politici, pressione fiscale insopportabile: vogliamo semplificare un sistema fiscale che ha prodotto circa 200 tasse e 15.000 leggi.

Stella e Corona individua solo 5 tasse (sui redditi delle persone fisiche, delle società, imposta sul valore aggiunto, una tassa cumulativa sui servizi pubblici e una tassa cumulativa locale o comunale).

Detassare completamente la prima casa e le proprietà che non producono reddito, ad iniziare dall'insopportabile ICI.
Le tasse debbono colpire i redditi, mai la proprietà in quanto tale e, meno che mai, il risparmio.
Questo va tutelato fermamente anche nei confronti di istituti bancari, cattivi consiglieri, con pene esemplari nei confronti di chi mira ad impadronirsi dei sacrifici della gente (vedi per tutti i casi Cirio, Parmalat e Bond Argentini).

Detassare i redditi di impresa reinvestiti nello sviluppo aziendale.
Detassare completamente con eliminazione anche delle imposte di trascrizione sugli immobili, le successioni tra parenti, sino al sesto grado.

Eliminare qualunque presunzione di reddito negli accertamenti.

Semplificare l'odioso modello unico.

Eliminare il sostituto d'imposta.

Introdurre agevolazioni per le famiglie italiane, in modo da tener conto delle spese sostenute per il mantenimento del nucleo familiare, con particolare riguardo alle necessità di vita e a tutte quelle attività, legate al principio di pura sussistenza.

Attuare il principio: meno tasse + circolazione di denaro = maggiori investimenti + benessere per tutti.

Ridurre le aliquote IVA, consentendo maggiori detrazioni per il pagamento dei relativi servizi: più detrazioni saranno consentite, maggiore gettito d'imposta si otterrà da parte dei prestatori d'opera.

Stimolare l'imposizione indiretta.

Regolamentare la materia fiscale con un nuovo testo unico che abroghi tutte le norme precedenti.

Determinare il pagamento di tutte le imposte e tasse in una data precisa , eliminando i versamenti di acconti ma permettendo ai contribuenti di versare gli importi in modo dilazionato.

Pervenire ad una reale tutela della azionariato minimo.

Abbattere tutta quella serie indiscriminata di balzelli che gravano sul costo della benzina.

GIUSTIZIA

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Stella e Corona è d'accordo sulla necessità di dividere le carriere dei magistrati tra inquirenti e giudicanti.
Dovranno anche essere ben divise le funzioni dei giudici civili e penali.
Propone, inoltre, di ripristinare per i giudici la carriera per merito, abolendo ogni scatto automatico di avanzamento.
A questo proposito propone l'introduzione di un concorso per diventare magistrato di Cassazione, aperto anche agli avvocati, iscritti nell'apposito albo. Occorre inoltre opporsi alla cultura che tende alla banalizzazione del male, per arrivare alla depenalizzazione del delitto.

Occorre ridare fiducia ai cittadini attuando una seria politica contro la criminalità dilagante.

Eliminare ogni indulgenza nei confronti dei criminali attuando:

1) effettività e certezza della pena;

2) riconquista allo Stato del controllo sul territorio, attraverso il potenziamento e coordinamento delle Forze di Polizia;

3) individuazione di maggiori poteri per i Sindaci e per le Forze dell'Ordine, attribuendo a queste la possibilità di una attività investigativa preventiva, evitando dipendenze troppo rigide dalla magistratura;

4) rigore contro l'™immigrazione clandestina;

5) recupero per i tossicodipendenti e pene severissime per gli spacciatori;

6) lotta decisa e dura al racket e all'usura;

7) revisione della legge Gozzini che ha aperto le porte del carcere a pericolosi delinquenti, attraverso l'uso dello sconto di pena;

8) abolizione del mercato del patteggiamento della pena, nel processo penale;

9) riabilitazione dei detenuti, creando carceri adeguate e favorendo attività lavorative (anche retribuite) e di interesse sociale, come il recupero ambientale. Senza, ovviamente, sconti di pena o i benefici di libertà condizionata o vigilata.

La giustizia civile dovrà essere depurata dall'eccessivo formalismo procedurale che paralizza il processo e vanifica la fondamentale esigenza delle parti ad ottenere il riconoscimento di un proprio diritto.

Snellimento delle procedure e maggiore autonomia alle parti nella fase istruttoria, al fine di favorire effettive possibilità transattive delle liti.

E' assolutamente indispensabile che i Magistrati non facciano politica.

I Magistrati in carica che intendano candidarsi ad elezioni politiche od amministrative devono presentare le proprie dimissioni e cessare la propria attività dall'Ordine Giudiziario tre mesi prima che tali elezioni vengano tenute.

I Magistrati dimissionari non potranno, anche in caso di mancata loro elezione, venir reintegrati nell'Ordine Giudiziario.

I Magistrati in carica non potranno partecipare a manifestazioni di carattere politico, pena la loro sospensione dalle funzioni, senza stipendio, per sei
mesi.

Le pene detentive e pecuniarie nei confronti di magistrati in carica, per reati commessi nell'espletamento delle loro funzioni, devono venire raddoppiate.

IMMIGRAZIONE

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Alt alla immigrazione selvaggia.

Potranno ricevere il permesso di soggiorno in Italia solo gli extracomunitari che dispongano di un posto di lavoro fisso e di una abitazione. Coloro che assumeranno lavoratori extracomunitari, per prestazioni stagionali, dovranno loro garantire lavoro ed abitazione per tutto l'anno, oppure il rientro nel Paese d'origine alla cessazione del lavoro.

Occorre favorire, in primo luogo, il ritorno degli Italiani che si trovano all'Estero e dei loro discendenti e, in secondo luogo, favorire l'immigrazione di europei che hanno in comune con noi radici e cultura.

Occorre garantire dignità ad ogni persona che si trovi a lavorare regolarmente nel nostro Paese ma pretendere il rispetto delle nostre leggi e regole di vita, anche per favorire la vera integrazione. Istituzione di un registro speciale per l'annotazione di tutte le transazioni di vendita e acquisto di beni immobili,attività commerciali e varie da parte di extracomunitari presenti in Italia. Permettere la chiamata diretta del lavoratore straniero, responsabilizzando il datore di lavoro.

Arresto immediato e rimpatrio per i clandestini. Nell'occasione della concessione di agevolazioni agli extracomunitari chiedere la documentazione sul tenore di vita nel Paese d'origine, con controlli in loco.

Nell'assegnazionedi case popolari riservare sempre il 70% agli Italiani che rientrino nelle fasce di reddito basse.

INVESTIMENTI SUL TERRITORIO

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Liberare il Sud Italia dai troppi condizionamenti dei gruppi speculativi e di potere, nonché dalla morsa della malavita.

Sviluppare istituzioni finanziarie locali. Razionalizzare meglio il risparmio prodotto dalle Regioni meridionali, attraverso intese tra queste Regioni stesse. Vincolare gli investimenti ad uno sviluppo economico autonomo.

Finanziamenti alle piccole e medie imprese, con particolare riferimento al settore turistico e commerciale.
Investimenti, con particolare riferimento al meridione ed alle zone alpine, nella industria del turismo ecocompatibile, vera risorsa, con l'agricoltura specializzata, di quei territori.

L'ITALIA MINORE E LA QUESTIONE RURALE

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Piccoli comuni e mondo agricolo rappresentano un patrimonio di valore enorme, oggi in crisi, per le politiche europee che colpiscono i piccoli produttori, allevatori, pescatori, artigiani, a favore delle multinazionali che tendono a detenere il controllo alimentare, per gestire in modo monopolistico gli indirizzi politici e la vita dei popoli.

La cultura rurale necessita di un vero e proprio manifesto politico che rivaluti e difenda le realtà delle nostre campagne e dei piccoli borghi (oltre 6000 in Italia) non soltanto da intendersi come centri di sviluppo per l'agricoltura.

Lo scontro tra città e campagna può rappresentare una contrapposizione tra due modelli di vita.

Ebbene, piuttosto che urbanizzare le campagne, occorrerebbe portare la campagna nelle città.
Stella e Corona è contraria sia a considerare l'ambiente naturale della campagna come un santuario sotto vetro, sia a considerarlo come uno spazio per interventi produttivi e di sfruttamento che possano minarne le caratteristiche fondamentali.

I piccoli comuni devono rientrare in un vasto progetto di riforma costituzionale, atto ad individuare, come punto di riferimento iniziale, per la collettività, proprio il Comune, per poi passare alla Provincia e, quindi, allo Stato.

Partendo dal presupposto che le risorse proprie dei piccoli Comuni sono minime, è necessario un intervento dello Stato che individui una serie di agevolazioni finanziarie, considerando che i piccoli Comuni agricoli assicurano alla Nazione, innanzitutto, l'indipendenza alimentare.

Attraverso nuovi strumenti finanziari, come il project financing, i piccoli Comuni potranno ricoprire un ruolo da protagonisti, ben coordinando gli interventi delle tre figure del finanziatore, promotore e attuatore dell'iniziativa.


Occorre anche intervenire affinchè i finanziamenti dello Stato, come accaduto per quelli destinati alle Comunità Montane a seguito della legge del 1997, non vengano usati quasi esclusivamente per pagare i
funzionari.

La burocrazia uccide ogni iniziativa.

Stella e Corona propone che venga attuata una delega, da parte del Governo, per studiare le norme particolari, necessarie agli Enti locali minori, attraverso la ricerca delle particolarità che danneggiano i piccoli Comuni.

Basta con Comuni a due velocità!

Stella e Corona propone:

agevolare le iniziative dei privati che intendono finanziare opere pubbliche (project financing); eliminare l'obbligo del pagamento IVA sui mutui contratti dai piccoli Comuni per finanziare le opere; reintrodurre mutui a totale carico dello Stato, entro limiti da individuare per legge;

rinegoziare i mutui già contratti dai piccoli Comuni, mantenere aperte tutte le scuole, indipendentemente dal numero degli scolari; premi di insediamento per i nuovi residenti o per chi inizia, in un piccolo Comune, un'attività economica; mantenere servizi decentrati ed incentivare i consorzi tra Comuni;

i bimbi nati fuori Comune, nell'ambito della Provincia, potranno essere iscritti all'Anagrafe, come nati nel Comune di residenza dei genitori;

rivoluzionare i criteri di distribuzione degli aiuti finanziari per opere ed interventi, in modo tale che prescindano dall'esclusivo criterio demografico (sino ad oggi, infatti i Comuni più popolati hanno avuto più finanziamenti, mentre quelli con minore popolazione e, quindi con risorse proprie minime rispetto ai costi, sempre meno).

LAVORO

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Stella e Corona ritiene che non ci si possa rassegnare ai poteri forti delle multinazionali che vorrebbero trasformarci in tanti polli da batteria, in una Società uniformata nei gusti e nei consumi, ove anche il divertimento divenga uguale ed obbligatorio per tutti.

Occorre salvaguardare la dignità dei più deboli e dei giovani , ai quali non può essere riservato un destino contrassegnato dalle tre parole: lavora, produci e crepa che, tanto le società ultra capitaliste come quelle marxiste, hanno riservato ai propri schiavi.

La nostra controrivoluzione deve essere di liberazione da questi monopoli oppressivi , conservando, all'interno di un sistema liberale in politica e misto in economia, l'identità e la dignità personale del singolo cittadino.

Stella e Corona, pertanto, si batte per:

- partecipazione degli operai e dei lavoratori subordinati agli utili dell'azienda;

- sviluppo dell'azionariato popolare.

Occorre impegnarsi con tutti i mezzi, con tutte le risorse, per la creazione di posti di lavoro stabili (e non solo temporanei), specialmente per i giovani e per le persone di mezza età che se perdono il lavoro non sono, allo stato, più in grado di ottenerne un altro.

Occorre eliminare dai posti di lavoro, specialmente pubblici, quanti timbrano il cartellino solo per incassare a fine mese lo stipendio, senza, nella pratica, esplicare attività utili, intenti a mimetizzare e rendersi indisponibili; i posti di lavoro che libereranno, andranno assegnati a persone che si rendano utili alla collettività.

MONARCHICI PERCHE'

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I Monarchici di Stella e Corona considerano del tutto artificiale la divisione degli schieramenti politici di destra, centro e sinistra. Questi termini, ideologici ed astratti , impediscono di comprendere i veri problemi della società ed hanno separato il popolo da una classe politica sempre più lontana, costosissima e detentrice di privilegi mai visti.


Noi siamo per una concezione della politica non astratta, nè settaria.

La Monarchia, in effetti, permette di mantenere i legami tra il popolo e la classe politica.
Il Re è veramente al di sopra delle parti, delle regioni, degli interessi, proprio perché, a differenza di un Presidente della repubblica, non viene eletto da una fazione o da un accordo di fazioni, ma trae il proprio
potere direttamente dalla legge e dalla storia.
Il Re garantisce la continuità dello Stato, al di là delle battaglie, dei cambiamenti elettorali e delle vicissitudini politiche.

I governi cambiano, mentre il Re rimane al suo posto.
La Dinastia incarna la storia di una Nazione. Il Re svolge un ruolo di arbitro nei conflitti di interesse che contrappongono forze sociali e gruppi politici.
Il Re incarna un punto di riferimento visibile della giustizia ed è il miglior garante della sua imparzialità.
Con la Monarchia il necessario decentramento può essere attuato, senza timore che venga meno il riferimento allo Stato.

Stella e Corona propone di ripartire le competenze amministrative e politiche tra Comuni, Province e Parlamento.

Quest'ultimo dovrà essere composto di due Camere, rappresentative, l'una delle forze politiche e l'altra delle realtà locali.

In questo quadro, anche alla luce di una politica di risparmio, dovranno essere abolite le Regioni che si sono dimostrate carrozzoni politici, atti a moltiplicare in periferia i difetti del Governo centrale.

Dovranno anche essere abolite le Prefetture , nella considerazione che le comunità locali non hanno bisogno di controllori burocrati e di poliziotti ma di liberi rappresentanti che possano comunicare al Governo centrale le necessità del territorio.

Le Province dovranno essere riviste territorialmente e dotate di nuovi e più ampi poteri, tenendo conto delle realtà operanti dei corpi e/o ordini intermedi.

Con i sistemi elettorali che si vanno affermando, il popolo è sempre di più considerato come un'entità astratta e lontana, da chiamare a ratificare decisioni già prese.

Le imposizioni verticistiche di candidati, la attribuzione dei Collegi elettorali, come veri e propri feudi moderni, stabiliscono una omologazione delle coscienze e delle idee che imprigiona il dibattito, trasforma la politica in qualcosa di elitario e determina sempre maggiori percentuali di cittadini a non partecipare al voto.

Dovrà essere garantita la più ampia rappresentatività alle idee ed ai programmi della gente.

MONDIALISMO E GLOBALIZZAZIONE

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Stella e Corona, ponendosi dalla parte dei più deboli e dei più poveri , intende rappresentare e sostenere l'identità delle singole culture, l'identità della persona umana, unica nella sua specificità ed individualità e difendere, così la dignità del lavoro, unico e vero capitale individuale e collettivo, da opporre ad un capitalismo sfrenato, strumento feroce dei poteri forti della globalizzazione.


Alla repubblica universale è necessario opporre tradizione e monarchia.


Stella e Corona propone di mutare la logica che organismi, come il fondo monetario internazionale, la banca mondiale e l'organizzazione mondiale del commercio, impongono, attraverso i prestiti, ai Paesi più poveri. Questi debbono accettare piani economici precostituiti, che li rendono ancora più poveri e schiavi degli organismi economico-finanziari internazionali, i quali amplificano i debiti e globalizzano la povertà.



In questo senso Stella e Corona ritiene che il vero problema non consiste tanto nel condonare i debiti esteri dei Paesi poveri, bensì nella abolizione del meccanismo che moltiplica questi debiti.


Opportuni investimenti in loco, sull'esempio storico dei progetti e delle realizzazioni agricole del Duca degli Abruzzi in Somalia, volti a favorire lo sviluppo dei Paesi del terzo mondo ed a fornire strumenti per progredire ed essere autosufficienti, risolverebbero moltissimi problemi anche legati all'emigrazione.



Il meccanismo dei prestiti, autentici capestri per le economie povere, deve essere modificato e, così occorre ridare alle banche centrali dei singoli Paesi la possibilità di creare denaro.

Impedire tutte le situazioni monopolistiche , sia nella concessione dei prestiti, sia nel movimento delle merci. In pratica occorre ridare alla politica il controllo dell'economia , attraverso il riconoscimento delle funzioni primarie dei singoli Stati che, soli, possono, con il recupero dei valori tradizionali, favorire e programmare lo sviluppo economico ed il progresso sociale dei propri cittadini.

PENSIONI

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Stella e Corona propone la modernizzazione del sistema pensionistico italiano, non più adeguato a far fronte ai mutamenti demografici e alle nuove esigenze della società e dei singoli cittadini.

In particolare rileva come l'invecchiamento della popolazione con indici di sopravvivenza molto superiori rispetto al passato, e in presenza di una riduzione del numero dei lavoratori rispetto ai pensionati, in conseguenza di una drastica e costante riduzione dell'indice di natalità, comporti la necessità di una massa di risorse economiche più elevata al fine di garantire pensioni adeguate e sostenibili.

Le pensioni minime debbono essere alzate per permettere limiti dignitosi di vita, specialmente a chi non ha altri redditi. E' impietoso e intollerabile che anziani soffrano la fame e il freddo.

Stella e Corona propone, per risolvere tali problemi, una politica attiva di promozione dell'occupazione e di lotta alla disoccupazione, politiche di sostegno alla famiglia, volte ad incrementare il tasso di natalità, un'azione che favorisca il pensionamento in età avanzata, in considerazione dei buoni livelli di salute, in generale, della popolazione compresa tra i 56 e i 70 anni, con lotta al lavoro sommerso e possibilità di cumulo tra il reddito da lavoro e quello da pensione.

Preso atto della cattiva gestione dei contributi versati dai lavoratori e degli sprechi dell'INPS, Stella e Corona propone un riassetto di tale Istituto, al fine di garantire maggiori livelli di efficienza ed una migliore gestione del patrimonio immobiliare che viene spesso svenduto o affittato a canoni di locazione irrisori, al fine di agevolare i soliti privilegiati della repubblica italiana.

Stella e Corona propone che una quota, pari al 70% dei contributi destinati alla gestione dell'INPS, venga investita in fondi pensionistici privati, che spesso riescono a garantire rendimenti superiori a quelli pubblici, al fine di offrire i migliori trattamenti pensionistici possibili.

I deputati e senatori, dopo rilevanti riduzioni di stipendi e annessi, che riportino in media con quelli dei parlamentari delle altre Nazioni europee, dovranno ricevere solo rivalutazioni annuali dei propri stipendi e delle proprie pensioni al pari degli altri lavoratori, in un'ottica di omogeneizzazione delle regole e di superamento dei privilegi, a cominciare da quelli più abnormi.

Altre proposte in tema di pensioni sono:

1) Dare un contributo alle famiglie che assistono i propri anziani non autosufficienti , in quanto verrebbero in tal modo ridotti i costi di tale assistenza nelle strutture ospedaliere da parte dello Stato, oltre che per considerazione di aspetti di natura affettiva.

2) Pensione di reversibilità e indiretta (cioè quella che spetta quando il contribuente muore in età lavorativa) pari all'80% per il coniuge con un reddito pari o superiore ai 13.000,00 euro annui e del 100% qualora il reddito sia inferiore.

Questo perchè il lavoratore ha versato, in vita, i contributi per maturare una pensione che, diversamente, verrebbero confiscati dallo Stato.

3) Rimborso dei contributi versati per chi non arriva al minimo per ottenere una pensione : si arriva infatti all'ingiustizia che chi versa contributi e, magari, non ha raggiunto per poco il diritto ad ottenere la pensione minima, abbia lo stesso trattamento pensionistico di chi non ha mai versato contributi.

4) Lotta alla discriminazione nel mercato del lavoro in base al sesso e all'età, agevolazioni per le donne durante la gravidanza e nei primi mesi di vita del nascituro, e riconoscimento del ruolo del padre, con possibilità di interrompere l'attività lavorativa nel primo mese di vita del nascituro, in una politica di tutela e sostegno della famiglia.

Stella e Corona propone al Parlamento Italiano ed a quello Europeo lo studio dei sistemi pensionistici delle Monarchie parlamentari di Regno Unito, Olanda e Giappone in quanto si sono rivelati abbastanza efficienti nel garantire pensioni sicure e sostenibili, al fine di elaborare il modello pensionistico più adatto alla realtà italiana ed europea, in vista di un coordinamento su scala europea delle politiche sulle pensioni.

POLITICA ESTERA

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Dopo la caduta del muro di Berlino il ruolo internazionale dell'Italia è necessariamente mutato, perchè gli alleati di ieri possono essere i nemici di domani e viceversa.

Per affrontare la nuova situazione internazionale, complicatasi dopo gli attentati dell 11 settembre 2001, è necessario perseguire un nuovo indirizzo in politica estera così articolato:

1) La costruzione della futura Europa dovrà mettere in discussione l'apertura a Russia e Turchia , la prima perché per numero di abitanti, potenzialità enormi e imprevedibilità della sua politica, avrebbe una eccessiva influenza sull'Unione europea, la seconda perché appartiene all'Asia sotto il profilo etnico, geografico e religioso.

Con la Turchia vi potrà essere collaborazione, come con gli altri Stati, per progetti economici ed altro, ma occorre evitare il suo ingresso in Europa, nella convinzione che le unioni, le federazioni e le alleanze durature si fondono sulle affinità culturali e storiche .

L'Unione Europea non dovrà concedere l'ingresso alla Croazia sino a quando non sarà stata definita la questione dei beni dovuti abbandonare dagli esuli italiani dopo la Seconda guerra mondiale. L'Europa dovrà, poi, conservare l'identità delle Patrie.
In questo contesto, il ruolo di una Monarchia diviene insostituibile, proprio in previsione di una diversa Unione Europea, al fine di garantire l'identificazione dei Popoli.

2) Riforma del Patto Atlantico , in modo che non veda l'Europa subordinata agli U.S.A., pur considerando che, solo un duraturo e coerente accordo di stabilità Transatlantico può garantire pace e sicurezza.

3) Riforma dell'ONU e dei principi fondamentali del diritto internazionale .
Ciò al fine di poter affrontare le nuove sfide della guerra terroristica, scatenata da reti economico-criminali.

PRIORITA'

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Stella e Corona considera, nel suo programma politico, prioritaria l'abrogazione dell'art. 139 della Costituzione , per il quale la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione.

Tale articolo, oltre che antidemocratico, è offensivo nei confronti delle attuali e delle future generazioni che non possono né devono essere incatenate dal vincolante pensiero di chi le ha precedute.

I costituenti, nell'imporre oltre mezzo secolo addietro, il loro volere a chi sarebbe venuto dopo di loro hanno tentato di limitare la possibilità di decisione e di scelta di tutte le successive generazioni, come se le stesse non fossero in grado di decidere per loro conto.

PRODOTTI NAZIONALI

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I Monarchici non vogliono far parte di un'Italia povera nell'ambito di una prospera Europa; di qui l'assoluta necessità di incentivare e privilegiare i prodotti nazionali, artigianali, industriali e agricoli, favorendone il consumo in Patria e l'esportazione all'Estero.

QUALE EUROPA

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Stella e Corona è favorevole all'Europa dei popoli ed è nettamente contraria ad un'Europa che si sta formando sulla base degli interessi dei grossi finanzieri e delle lobbyes economiche .


L'Europa non può essere concepita soltanto come un grande mercato, atto a favorire la produzione-consumo di beni e servizi, quale punto di partenza verso un mondo unificato dagli interessi delle multinazionali che basi i rapporti umani solo sulle leggi di mercato.


L'Europa è nata col rifiuto di ogni Fede. Non è più unita dalla comune matrice romano-cristiana ma dal rifiuto della Fede.

E' il trionfo delle concezioni volterriane, per cui non deve essere concessa alcuna libertà a tutti coloro che vengono identificati come nemici della libertà.



Stella e Corona si batte contro la affermazione del "pensiero unico" , caro ai partiti e movimenti di sinistra, ed alle grandi lobbyes economiche che vogliono imporre la globalizzazione delle idee, oltre che del mercato, insegnando che i popoli, le identità, le culture, le religioni appartengono al passato.



Occorre ridiscutere la così detta Costituzione Europea ed il modo in cui è stata imposta dai padroni della politica, insieme alla moneta unica.
Questa vanifica i risparmi delle famiglie ed il lavoro della gente. Occorre riaffermare gli interessi del popolo e delle famiglie contro tutte quelle norme, sempre più restrittive ed invadenti, imposte dal Parlamento Europeo, che danneggiano l'economia del Paese, mortificano il lavoro della gente e strozzano le attività.


Al momento è necessario, quantomeno, parametrare i prezzi di beni e servizi tra il periodo precedente all'entrata in vigore dell'Euro e quello successivo, senza superare la rivalutazione del 10% rispetto ai prezzi in lire del 2001.

RIFORME ISTITUZIONALI

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Occorre riformare lo Stato dalle sue fondamenta, restaurando lo stato di diritto imperniato su:

- autorità e prestigio dello Stato

- separazione netta tra poteri dello Stato, garantendo l’indipendenza della Magistratura

- riduzione del numero dei deputati da 630 a 315; nuovo assetto del Senato attraverso una scelta più rappresentativa di tutte le categorie e che eviti di essere
un doppione della Camera.

Una scelta, naturalmente, non secondo un modulo corporativo - conservare l'abolizione delle immunità parlamentari e sancire l'incompatibilità fra l'incarico di deputato o senatore e quello di membro del governo e di altri mandati in pubbliche amministrazioni.

Ritornare ad attribuire al popolo il diritto di scegliere liberamente candidati e partiti contro ogni forma di imposizione dall'alto o di liste bloccate.

Siamo favorevoli al sistema proporzionale, con sbarramento e premio di maggioranza.

Rivalutazione, anche attraverso provvedimenti legislativi
mirati, delle vecchie capitali preunitarie, declassate da una miope politica centralista.

SANITA'

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L'attività sanitaria è, o deve tornare ad essere, un servizio.

Il medico e il para-medico non devono mai dimenticare che si deve saper servire.
Il Principe non lo andiamo a cercare a palazzo: è la persona sofferente che abbiamo di fronte.

La salute è un diritto di ogni essere umano (nato o non ancora nato).

L'intera popolazione deve essere tutelata da un servizio sanitario pubblico efficace ed efficiente, diffuso su tutto il territorio. La doverosa necessità di economizzare e razionalizzare le risorse va coniugata con tale esigenza.

Ogni persona deve poter scegliere liberamente tra sanità pubblica e sanità privata. La libera concorrenza contribuisce a migliorare la qualità dei servizi, offerti sia dall'una che dall'altra parte, a tutto vantaggio della persona sofferente.

Con l'allungarsi della età media della popolazione diventa inevitabile dotare meglio il servizio sanitario di unità di assistenza e terapia domiciliare che permettano all'anziano di non lasciare il suo ambiente domestico, incoraggiando, così, anche la famiglia a prestare assistenza laddove è possibile, riducendo costosi ricoveri e ricreando quel tessuto di solidarietà sociale e familiare che è stato cardine e forza del nostro popolo.

Le migliori strutture ospedaliere in varie Nazioni del mondo civile sono dirette dal servizio sanitario militare.

Sarebbe auspicabile potenziare tale servizio anche in Italia, in particolare caricando di maggiori responsabilità, in tal senso, la Marina e la Aeronautica.

SCUOLA

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Negli ultimi 30-40 anni si sono abbattute sulla scuola italiana numerosissime riforme, a volte strumentali o fini a sè stesse, che non prefigurano tuttora un disegno d'insieme, se non in modo apparente, come è la così detta riforma dei cicli scolastici, da Berlinguer alla Moratti.

Il problema di fondo della scuola è che lo Stato liberal-progressista si è arrogato il monopolio dell'insegnamento , non per formare delle persone, attraverso un progetto educativo e dei valori da tramandare, ma per creare semplicemente un cittadino tipo, sradicato dalla sua appartenenza religiosa e dalle identità culturali che gli provengono dalla condizione familiare e sociale.

Lo Stato tende, infatti, ad eliminare ogni specificità per forgiare il cittadino elettore ideale, di una democrazia ideale , perfetta e bipartitica. Anche il bipartitismo, infatti, elimina le differenze e le singole identità che disturbano i padroni della politica e dell'economia, ai quali deve essere garantito il potere di fare i propri affari e di considerare i popoli come polli da batteria.

Lo studente di tale scuola deve essere condotto a fondere la propria volontà individuale in una volontà collettiva, dove anche il divertimento sia uguale ed obbligatorio per tutti.


Negli anni 1960-70 simili indirizzi hanno permesso ai cattivi maestri di costruire un sistema di corruzione sistematica dei giovani, all'interno della scuola, attraverso l'insegnamento diffuso alla trasgressione.

Simili sciagurati hanno creato danni irreversibili, con l'assecondare i problemi, anzi con il considerare atteggiamenti e mode, anche perverse, come manifestazioni di orgoglio e tendenze di gruppo (drogarsi in compagnia non va considerato reato).

Detto tutto questo, ci pare che la riforma Moratti tolga la scuola allo Stato - padrone, per consegnarla ai nuovi padroni delle lobbyes economiche.


Visti gli esempi americani è come cadere dalla padella nella brace.

Ogni concezione democratica (come ogni riforma scolastica) non può prescindere dal considerare lo Stato e la società come enti, organizzazioni di servizi che devono offrire mezzi appropriati, quindi differenziate occasioni di sviluppo, di crescita culturale, professionale, civile per i singoli cittadini.

Tutto questo nella considerazione che lâ'uomo non è una realtà accidentale, non è il prodotto di una categoria o di una classe sociale. Ha una sua coscienza autonoma, una responsabilità personale verso la Società , presente e futura, e verso Dio.

Finora si sono mortificati gli interessi, le motivazioni dei ragazzi; non si sono dati i mezzi necessari per favorire le scelte secondo le proprie inclinazioni: si è creata una scuola demotivata sia per gli allievi, sia (almeno in parte) per i docenti.

Totale equiparazione tra la scuola pubblica e quella privata (religiosa e non).